Aimé Félix Tschiffely (1895-1954) nacque in un piccolo paese della Svizzera, Zofinguen. Fin da giovane le sue passioni furono lo studio e la lettura, l’avventura e i viaggi. Nel 1917 ebbe l’occasione di trasferirsi in Argentina, come insegnante in un college di Buenos Aires. Qui concepì l’idea di quel viaggio di 16.000 chilometri che per tre anni lo avrebbe condotto attraverso acquitrini, deserti, montagne, giungle, fiumi in piena, in condizioni talvolta al limite della sopravvivenza. Al rientro dal suo viaggio, accolto con grandi festeggiamenti ovunque andasse, Aimé ne scrisse il resoconto, ma Tschiffely’s Ride inizialmente non incontrò il favore degli editori. Fu grazie a Robert Cunninghame Graham, uno degli autori più rispettati della Gran Bretagna, che il libro riuscì a vedere la luce nel 1933, a Londra. In questa città Aimé si stabilì e sposò la cantante lirica argentina Violetta Hue, scrivendo una serie di libri di successo. A metà degli anni Trenta Tschiffely attraversò a cavallo l’Inghilterra e fece il resoconto anche di questo viaggio. Negli anni Quaranta tornò in Argentina per visitare “i suoi vecchi amici” Mancha e Gato. Morì inaspettatamente nel 1954, per complicazioni dopo un piccolo intervento chirurgico. Il suo ultimo viaggio lo riportò in Argentina, dove le sue ceneri furono sparse sulla pampa che amava.