Fra tutte le opere letterarie di David Herbert Lawrence, sia di quelle poetiche, sia di quelle narrative, St. Mawr, considerata da molti critici stranieri uno dei suoi capolavori, è fra quelle che nel nostro paese hanno, finora goduto di minor fortuna. Questo racconto si dipana su vari piani: la immancabile indagine psicologica dei personaggi, propria di tutta l'opera di Lawrence; la straordinaria poesia dei brani dedicati a St. Mawr, lo splendido stallone di razza gallese protagonista della storia; l'altrettanto sublime descrizione di una natura spesso selvaggia e ribelle all'intervento dell'uomo; il sarcasmo di molti dialoghi; il raffinato e tranciante umorismo che caratterizza alcuni dei personaggi (a questo proposito non si può non ricordare la splendida cerimonia del tè inscenata da Mrs. Witt a danno del decano Vyner e della moglie di questi).
Tradotto per la prima volta in italiano nel 1933 da Elio Vittorini con il titolo Il purosangue, questo romanzo che Lawrence scrisse nel 1924, nel corso del suo soggiorno in Messico, insieme a La donna che fuggì a cavallo e a La principessa, viene oggi riproposto in una nuova traduzione.